Porsche 911 Speedster: solo per collezionisti

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I collezionisti si sfregano già le mani. Al Salone di Francoforte 2017 sarà inaugurata la Porsche 911 Speedster, l’ultimo atto del mito 911.

La storia delle Speedster

L’imminente debutto è dato per certo dalla rivista inglese Car, per un modello che mirerà, naturalmente, alla clientela più esclusiva. La prima Speedster debuttò negli anni Cinquanta con la Porsche 356, il primo modello prodotto “di serie” dalla Casa di Stoccarda. Sia coupé che roadster, la 356 fu realizzata lungo quasi vent’anni. La denominazione “Carrera”, in ricordo della buona prova nella Carrera Mexico del 1954, comparve per la prima volta proprio sulle versioni più potenti della “356”, quelle con doppio albero a camme in testa.

16 anni di buio

Parecchie le versioni messe in commercio della 356, fra cui, appunto, la Speedster. Questa tipologia di carrozzeria prevedeva due posti secchi, finestrini e parabrezza bassi e una capote in tela ad azionamento manuale. Poi fu impiegata anche su 911 Carrera 3.2 e poi su 911 serie 964. La Speedster, su base 993, celebrò inoltre un importante anniversario, quello per i 60 anni di Ferdinand Alexander Porsche. Eppure, la sua assenza dalle scene, dal 1994, quando l’ultima 964 Speedster uscita dalle catene di montaggio, durò 16 anni, prima che, con la serie 997, Porsche ritornò a produrre una Speedster.

991: fine di una lunga corsa

A scorrere la storia precedenti Speedster, emerge che hanno sempre concluso una serie. Ed anche la 991 (nome in codice della 911) pare sia prossima al canto del cigno. La nuova 992 potrebbe fare la sua comparsa già sul finire del 2018. Messi insieme i tasselli del puzzle, ecco che l’indiscrezioni di Car assume fondamento. Tale l’entusiasmo scatenato che si parla già di quale motore verrà spinta. Diverse le opzioni, due delle quali più fondate di altre: il 3.0 boxer biturbo della Carrera S da 420 o il 4.0 aspirato della GT3 da 500 cavalli, già montato sulla 911 R.

Oggetto di culto

Da un punto di vista estetica è invece probabile che la zona posteriore sia particolare filante, rastremata con le tipiche gobbe dietro l’abitacolo. Minimalista sarebbe invece il parabrezza, ancora più affilato della variante in commercio. Potrebbe essere bandito  ogni elemento superfluo pure per l’abitacolo, per contenere al minimo il peso. Risposte rimandate a Francoforte. Quello che già appare scontato è come la vettura, se confermata, andrà a ruba fra i facoltosi appassionati e verrà prodotta in serie limitata. Provate perciò a immaginare quanto il prezzo sia destinato a salire vertiginosamente. Le antenate, del resto, ci hanno insegnato che per ambire a una Speedster i soldi non devono essere un problema.

 

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isacco corradi
Federico è un giornalista pubblicizza esperto di web e di temi di attualità
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