Bosch, è l’automotive a trainare i conti

Il gruppo, inizialmente nato e diventato famoso grazie alla produzione di trapani e altri attrezzi da lavoro, ha visto crescere nel 2016 il suo fatturato complessivo

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Bosch, è l’automotive a trainare i conti. Il gruppo, inizialmente nato e diventato famoso grazie alla produzione di trapani e altri attrezzi da lavoro, ha visto crescere nel 2016 il suo fatturato complessivo di circa il 3,6%, passando da 70,6 a 73,1 miliardi di Euro. Al netto degli effetti valutari, che hanno pesato intorno all’1,3 miliardi di Euro, la crescita si assesta intorno al 5,5%. Molto buoni i risultati fatti registrare in Europa, in continua crescita quelli ottenuti nel continente asiatico e in particolare in Cina. Si prospetta inoltre un’ulteriore crescita anche per la fine del 2017, i dati infatti sono sempre più incoraggianti.

Il settore trainante si conferma quello dell’automotive, con 43,9 miliardi di euro di fatturato, ovvero il 60% del totale del gruppo. Un settore che ha cambiato profondamente pelle. Dalla produzione di componenti strettamente relativi al funzionamento dei veicoli, si è spostato e si sposterà maggiormente verso un approccio olistico e interconnesso con gli altri comparti. Il futuro della mobilità, infatti, è connesso, elettrico, automizzato e multimodale. Gli investimenti, di conseguenza, sono quasi tutti essenzialmente rivolti verso queste direzioni con la connettività degli scudi. Le interconnessioni con gli altri comparti sono sempre più strette. Basta analizzare questo dato per rendersi conto. La produzione di sensori è passata negli ultimi 12 anni da zero a otto miliardi di pezzi, con un’ulteriore impennata prevista nell’immediato futuro.

La comunicazione tra veicoli e infrastrutture esterne, dunque, avrà sviluppi inimmaginabili con benefici tangibili sia dal punto di vista della sicurezza, che della qualità della vita degli utenti finali. Insomma l’automotive rappresenta il futuro. Non solo per Bosch.

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